La terapia enzimatica

Tratto dal Cibook a cura di B. SANTINI, T. PALMAS, S. CAMARDA, S. FRANCO, A. LEZO

La terapia enzimatica si basa sul concetto di assumere per bocca gli enzimi che il pancreas non è più in grado di produrre mimando l’effetto naturale nel momento in cui l’alimento giunge nell’intestino ed in rapporto al carico digestivo da svolgere. Negli anni la qualità degli estratti pancreatici è notevolmente migliorata per il tipo di formulazione, biodisponibilità e la concentrazione: dalle tavolette, dalle compresse e dalla polvere si è giunti alla formulazione in capsule contenenti granuli. Le capsule di enzimi attualmente disponibili, composte di cellulosa solubile contengono mini e mini microgranuli il cui rivestimento acido-resistente rende disponibile l’enzima in ambiente alcalino, quale dovrebbe essere quello del tratto superiore dell’intestino tenue.
La concentrazione enzimatica della polvere permette di poter usufruire di capsule che assicurano da 5000 a 25000 Unità di Lipasi. Le capsule possono essere assunte come tali, ma è anche corretto assumere solo i granuli, purché accompagnati o dispersi con un liquido o veicolo acidulo, ma ivi non mantenuti per un tempo prolungato. I granuli non devono essere schiacciati e deve essere prestata attenzione che non rimangano a lungo a contatto con la mucosa, dove, liberandosi gli enzimi, possono causare irritazione. È opportuno che la terapia enzimatica venga presa prima del pasto o dello spuntino, ma se questo non è consumato rapidamente la dose dovrebbe essere frazionata. Il tempo d’azione dell’enzima non va molto oltre i 30 minuti dall’assunzione, per cui i cibi mangiati dopo non possono considerarsi protetti. I preparati enzimatici devono essere conservati al fresco e all’asciutto e utilizzati entro la data di scadenza affinché garantiscano l’efficacia dichiarata. Non devono invece essere assunti contemporaneamente a farmaci che alterano il transito gastrointestinale; influiscono infatti sull’attività di questi enzimi lo svuotamento gastrico rallentato o una peristalsi intestinale accelerata, oltre a condizioni ambientali di acidità alterata con precoce o tardiva attivazione degli enzimi.
Per quanto riguarda il dosaggio ottimale degli enzimi pancreatici, diverse sono state le indicazioni in base al peso, all’età ed in relazione alla sintomatologia, con aumenti ingiustificati ed eccessivi. La segnalazione di casi di colopatie stenosanti ha ribadito la necessità di rivedere questo concetto e di proporre linee guida alla luce degli obiettivi della terapia enzimatica sostitutiva:
• Correggere la maldigestione dei macro e micronutrienti
• Eliminare la sintomatologia addominale
• Stabilire un normale abito intestinale
• Sostenere un regolare accrescimento e un corretto stato nutrizionale.

Come utilizzare al meglio gli enzimi digestivi
La correzione della maldigestione dei lipidi è lo scopo primo della terapia enzimatica in quanto la maldigestione può causare gravi sintomi ed è più facilmente documentabile con test di laboratorio. Esiste un ampio consenso che per raggiungere un soddisfacente compenso digestivo è opportuno assumere una quantità di enzimi pancreatici in relazione al contenuto lipidico dell’alimento consumato. È per altro vero che il grado di insufficienza pancreatica è diverso da individuo ad individuo ed il rapporto utilizzato è variabile da 600 a 4000 Unità Lipasiche (UL) per grammo di grasso assunto con valori ottimali sino a 2000 UL.
Oltre tale dosaggio è necessario rivalutare:
• Altre cause di maldigestione
• Altre terapie di supporto
• Ricalcolare l’apporto globale/die di UL per non superare di troppo le 10.000 UL per Kg di peso corporeo
• Rivalutare lo schema dietetico riequilibrando la quantità di grassi tollerata sia come percentuale delle calorie giornaliere che come distribuzione nei singoli pasti e spuntini.

Il concetto di unità lipidica
Siamo giunti alla conclusione che:
• È più immediato, ai fini pratici, classificare i vari alimenti come unità lipidiche (ul)*
• Per ogni bambino può essere stabilito, in base al grado di insufficienza pancreatica, il rapporto ideale tra Unità lipasiche e grammo di grasso apportato con la dieta.

Tabella di conversione:

GRADO DI INSUFFICIENZA PANCREATICA Unità Lipasiche/g di grasso
A Insufficienza lieve 500 Unità Lipasiche
B Insufficienza moderata 1000 Unità Lipasiche
C Insufficienza media 1500 Unità Lipasiche
D Insufficienza moderatamente grave 2000 Unità Lipasiche
E Insufficienza grave 2500 Unità Lipasiche
F Insufficienza molto grave 3000 Unità Lipasiche

• È possibile calcolare le Unità Lipasiche da assumere per ogni unità lipidica (5 grammi di grasso = 1 unità lipidica) in base al grado di insufficienza pancreatica
* Solvay Pharmaceuticals